Progetto
Nuovo Ospedale ASL CN2 · Camere del cordoglio come sequenza di spazi
Progetto per camere del commiato in ambito ospedaliero. All’interno di un grande complesso ospedaliero, l’area mortuaria tende a diventare una funzione tecnica “residuale”, separata dai luoghi della cura e spesso priva di qualità spaziale. La proposta per il concorso lavora sul contrario: costruire un percorso di avvicinamento graduato e leggibile, capace di garantire privacy e ritualità diverse, mantenendo netta la separazione tra flussi delle persone e movimentazione dei corpi. La strategia usa luce naturale, accessi diretti e una piccola articolazione di ambienti per ridurre alienazione e restituire dignità al commiato.
Scheda
- Luogo · Bra (CN) · Nuovo Ospedale ASL CN2
- Oggetto · Concorso di idee: umanizzazione e qualità spaziale delle camere del cordoglio e del commiato
- Fase · Proposta di concorso (studio concettuale e indirizzi distributivi)
- Committente · ASL CN2
- Team · PAeP Design · Arch. Francesca Carpinello – Massimo Aversa
Contesto
Una funzione emotiva dentro un blocco tecnico
Nel progetto complessivo del nuovo ospedale, le aree di distribuzione (la “galleria” e i patii) sono pensate come dispositivi di orientamento e accoglienza, con materiali capaci di rendere lo spazio meno ostile. Per contrasto, le camere mortuarie sono collocate in una posizione appartata e direttamente accessibile dall’esterno, all’interno di un blocco tecnico “protetto” dalla grande struttura soprastante.
Questa collocazione risolve correttamente le interferenze funzionali, ma rischia di tradursi in un livello di comfort minimo, quasi che “concedersi agio” sia incompatibile con il luogo del lutto. La proposta assume invece che proprio qui servano chiarezza dei percorsi, qualità luminosa e una misura domestica controllata.
Programma
Privato e pubblico: elaborare il lutto, ricevere, riconoscere
Le camere mortuarie sono, in molti casi, il luogo della prima e dell’ultima prossimità alla persona defunta: ospitano cerimonie, visite, momenti di attesa e conversazione. Il programma deve quindi tenere insieme una sfera intima (il gruppo ristretto) e una sfera sociale (chi porta condoglianze), evitando commistioni e disordine nei tempi di permanenza.
La proposta integra anche attenzioni specifiche per riti diversi: per la fede islamica, è previsto un blocco capace di accogliere il “lavaggio”, organizzato come un bagno assistito e connesso alla logica operativa della movimentazione corpi, senza introdurre ambienti “speciali” superflui per altre confessioni.
Strategia spaziale
Accessi dall’esterno e una sequenza di avvicinamento
Per mantenere distinti i percorsi e sfruttare gli affacci esterni come risorsa di privacy e luce, la scelta distributiva principale porta i diversi accessi alle camere ardenti direttamente sull’esterno. Ne deriva un impianto non basato su un’unica sala d’attesa, ma su uno spazio esterno di indirizzo e su camere organizzate come sequenza: ingresso/accoglienza, sosta/riposo, commiato.
Il percorso si struttura in tappe: un elemento architettonico ad anello, riconoscibile e sensibile alla luce naturale; una terrazza comune su cui si aprono gli ingressi, con monitor che segnalano la presenza della persona defunta; un piccolo giardino interno (quasi serra domestica) con impluvio in copertura; un salotto di sosta con servizi igienici privati; infine la stanza in cui si trova la persona defunta. Il tracciato si completa con un’uscita dedicata ai feretri, che prolunga la terrazza verso il lato di partenza dei cortei funebri, mantenendo gradualità tra interno ed esterno.
Spazio aperto
Terrazza come dispositivo di orientamento e attesa
Lo spazio esterno non è solo “accesso”, ma parte integrante dell’uso: la terrazza comune permette attese ordinate, offre un luogo di conversazione e riduce la pressione sugli spazi interni. L’elemento ad anello costruisce una soglia protetta e leggibile, capace di dare un riferimento immediato senza introdurre segni monumentali.
La separazione tra flusso visitatori e flusso operativo resta netta: alle persone è garantito un percorso coerente e ripetibile, mentre le operazioni tecniche (movimentazione, ambienti dedicati) restano fuori dal campo percettivo del commiato.
Materiali e immagine
Luce diffusa e tattilità sobria
Il materiale chiave è un plexiglas ad alta trasmissione luminosa con diffusione e superficie “vellutata” (linea Satin Ice di Röhm), usato per rivestire l’anello e per i tamponamenti perimetrali dei giardini. L’obiettivo è calibrare luce e morbidezza delle forme, senza effetti scenografici, e mantenere un carattere misurato nel tempo.
Le finiture interne cercano una domesticità controllata: doghe di legno negli ambienti di sosta e transito, superfici ceramiche per la camera ardente, ghiaia nel giardino. Come unica nota cromatica e tattile, è prevista una boiserie per le porte, prodotta con tecnica industriale che richiama l’intarsio (pannelli a fasce di legni colorati).
Energia e comfort
Percepire lo scorrere delle ore
Il comfort qui è prima di tutto percettivo: la permanenza protratta delle persone più vicine al defunto è resa possibile da pause in ambienti diversi, riducendo la sensazione di alienazione e mantenendo un legame con l’esterno attraverso la luce naturale e i suoi cambiamenti. L’impluvio del giardino interno e i tamponamenti diffusivi lavorano in questa direzione, offrendo luminosità senza esposizione diretta.
La luce artificiale può restare discreta: la qualità principale è affidata a un involucro capace di “tenere” lo spazio con ombre morbide e superfici leggibili, evitando contrasti ospedalieri e abbagliamenti.
Accessibilità e durata
Chiarezza dei percorsi, manutenzione programmabile
L’accessibilità è affidata a una regola semplice: ingressi diretti e ripetibili, gerarchie chiare tra spazi comuni e spazi privati, assenza di attraversamenti ambigui. La terrazza esterna e l’anello riducono l’incertezza, trasformando l’arrivo in una sequenza leggibile.
Durata e gestione si basano su materiali coerenti con l’uso: superfici lavabili dove necessario, pavimentazioni robuste per il transito, finiture con comportamento stabile alla luce e al contatto. La forma “pulita” dei volumi facilita pulizia e sostituzioni puntuali, senza dipendere da elementi delicati o decorativi.
Dati principali
Numeri di riferimento (Proposta di concorso)
- Quota di progetto indicativa: +281.00
- Funzioni previste: hall, sala autopsia, camere ardenti, locale isolamento, sala riconoscimento, deposito fiori, servizi igienici, ufficio, celle frigo, prelievo cornee
- Separazione dei percorsi: visitatori e movimentazione corpi
- Stima economica indicativa: € 187.000
- Parcheggi parenti previsti in planimetria