Progetto
Oyace · Interventi su percorsi e infrastrutture a scopo ludico-didattico
Riqualificazione di percorsi e paesaggio con dispositivi didattici leggeri. Un sistema di interventi leggeri trasforma preesistenze tecniche e tracce di cantiere (teleferica legata alla diga di Place Moulin) in tappe visitabili, sicure e comprensibili. Il progetto integra sentieristica, aree di sosta e dispositivi didattici, con un nodo principale alla piattaforma della teleferica dotato di aula e servizi. La struttura del percorso nasce anche da una progettazione partecipata con le scuole: osservazioni, misure e desideri dei bambini diventano materiale operativo per definire l’idea di “posto speciale” e tradurla in spazio.
Scheda
- Luogo · Oyace (AO) · aree Tornalla e Betenda
- Oggetto · Ripristino e messa in sicurezza sentieri esistenti · nuovi tratti di collegamento · recupero infrastrutture teleferica come aree ludico-didattiche · aula + servizi igienici
- Processo · Progettazione partecipata con le scuole · incontro 17 settembre 2007 · attività sul campo (ottobre 2007)
- Fase · Progetto preliminare + verifiche di fattibilità (geologica/idrogeologica, luglio 2008)
- Committente · Comune di Oyace
- Team · Progetto: Arch. Francesca Carpinello · Massimo Aversa
Contesto
Sentieri e relitti tecnici: da criticità ambientale a sequenza leggibile
Le aree Tornalla e Betenda sono collegate da una rete di percorsi già esistenti e da tracce legate alle infrastrutture della teleferica usata per la movimentazione dei materiali durante la costruzione della diga di Place Moulin. Nel tempo, queste preesistenze diventano ambigue: da un lato memoria del lavoro e della trasformazione del territorio, dall’altro elementi che richiedono messa in sicurezza e un progetto di fruizione.
La strategia non “cancella” le tracce. Le mette in ordine: chiarisce la rete dei camminamenti, costruisce collegamenti diretti verso i punti di interesse e trasforma piattaforme e basamenti in tappe didattiche e ludiche, mantenendo un approccio di intervento minimo e manutenzioni comprensibili.
Processo
Progettazione partecipata con le scuole: il “posto speciale” come criterio di progetto
La partecipazione è stata usata per produrre contenuti concreti, non come consultazione generica. Il lavoro ha costruito una definizione condivisa di “posto speciale” e l’ha tradotta in requisiti: cosa rende un luogo desiderabile, quali attività ospita, quali elementi devono essere chiari e utilizzabili anche da chi incontra difficoltà di movimento o percezione.
Il percorso operativo è organizzato in fasi: lavoro preliminare in classe (raccolta di esempi e caratteristiche del “posto speciale” e possibile divisione in gruppi di interesse), una prima giornata di avvio e narrazione dei due temi guida (torre e teleferica come “costruire in alto / usare l’aria”), una seconda giornata sul campo con misure e fotografie guidate (rilievi a passi, verifica con metro, catalogazione delle immagini), e una terza giornata di costruzione di scenari e restituzione (favola, sperimentazioni di limitazioni motorie e sensoriali, elaborazione tramite disegno delle soluzioni per l’area piattaforma).
Questo materiale entra nel progetto come filtro: non “aggiunge giochi”, ma orienta dove sostare, cosa far vedere, come raccontare teleferica e Tornalla, e come rendere la visita anticipabile (cosa c’è, cosa si fa, quanto è impegnativo).
Programma
Tre tappe, un nodo principale: aula e servizi alla piattaforma teleferica
Il progetto combina interventi di sentieristica con un allestimento ludico-didattico sulle preesistenze dell’impianto teleferico. Lungo il percorso si riconoscono tre aree legate ai residui dell’infrastruttura: un’area con due basamenti, un’area con quattro basamenti, e l’area della piattaforma con le strutture di arrivo/partenza del materiale (fondo valle–diga).
La piattaforma è il punto di maggiore intensità: è prevista una nuova costruzione articolata in due volumi collegati (uno più grande con aula didattica e servizi igienici; uno più piccolo sopraelevato, con funzione di osservatorio), più una serie di dispositivi che traducono la storia tecnica in esperienza (gioco della teleferica, sedute ispirate ai bidoni di trasporto del cemento, “tornalla” in scala con piccolo spazio espositivo e scivolo, giochi di abilità integrati nella superficie, fontanella a richiamo della tornalla). Le aree dei piloni e la Tornalla sono attrezzate in modo più leggero, con pannelli didattici e sedute.
Strategia spaziale
Innesti minimi sulla rete esistente: collegare i nodi senza forzare il terreno
La rete assume come riferimento il sentiero n.3 (collegamento capoluogo–Tornalla, con diramazione verso il ponte della Betenda) e introduce nuovi tratti per connettere direttamente le infrastrutture della teleferica alla percorrenza. Dove possibile si sfruttano sedimi esistenti: in particolare, il collegamento verso la piattaforma riprende quasi integralmente la pista di servizio della teleferica, riducendo l’impatto e mantenendo una logica già iscritta nel luogo.
I nuovi tracciati seguono l’andamento della morfologia per minimizzare movimenti terra e ricercano pendenze uniformi, in modo da rendere il percorso “ampio” per tipologia di utenza. L’impostazione include anche punti informativi, utili a chiarire difficoltà e sequenza delle tappe prima dell’imbocco dei tratti più impegnativi.
Spazio aperto
Sentieri come infrastruttura tecnica: fondo, acque, contenimenti e protezioni
Gli interventi sui percorsi esistenti sono lavori di sentierazione: pulizia e ripristino del piano di calpestio, messa in sicurezza nei punti critici e inserimento di staccionate in legno dove necessario. Sui nuovi tratti, la priorità è la stabilità nel tempo: pendenze controllate, fondo compatto e regimazione delle acque come requisito primario per limitare erosioni e smottamenti.
La costruzione del sentiero è intesa come sistema: drenaggi e soluzioni di smaltimento delle acque di superficie, cordoli di contenimento, muretti e gradonate nei tratti con dislivelli significativi. La logica è quella di opere semplici, ripetibili e manutenzionabili, coerenti con contesto montano e vincoli paesaggistici.
Materiali e immagine
Legno e pietra per la sentieristica, dettagli “parlanti” per raccontare la teleferica
Il linguaggio dei percorsi è affidato a materiali di uso consolidato: legno per staccionate e componenti sostituibili, pietra e opere a secco dove servono contenimenti e gradonate, superfici compatte e drenanti per il fondo. Nei nodi didattici, gli elementi assumono forma narrativa: le sedute riprendono il profilo dei contenitori del cemento e i volumi sulla piattaforma richiamano, nei supporti, la struttura della teleferica.
Nell’area gioco della piattaforma è prevista una pavimentazione antitrauma con riferimento alla UNI EN 1177 (soluzioni come piastre elastiche o strati granulari/organici con spessori dedicati), integrata con giochi di abilità inseriti nella superficie. Il risultato atteso è un insieme tecnico, non scenografico: pochi elementi riconoscibili, capaci di spiegare “cosa era qui” e “cosa si fa qui”.
Accessibilità e durata
Percorsi più uniformi, scelta consapevole: accessibilità affrontata come tema, non promessa
Il disegno dei tracciati cerca pendenze più regolari e tratti leggibili, per ampliare la fruibilità e ridurre affaticamento e rischi. La presenza di punti informativi è parte della strategia: permette di anticipare difficoltà e durata, e quindi di scegliere il percorso in modo consapevole.
Nel percorso con le scuole, il tema dell’accessibilità è stato introdotto attraverso esperienze e simulazioni di limitazioni motorie e sensoriali; gli interventi specifici legati a un’accessibilità “garantita” dei tracciati non sono sviluppati nel materiale disponibile perché mancano i presupposti tecnici necessari a renderla realmente assicurabile. La durata nel tempo viene invece trattata in modo diretto: regimazione delle acque, opere semplici e manutenzione ordinaria prevedibile.