Progetto

Bionaz · Ripristino dell’area umida del Marais Vivier e allestimento del sistema di visita

Ripristino ambientale e dispositivo di visita per area umida. Un’area umida progressivamente interrata, ai margini dei prati bonificati e del bosco, viene riportata a una condizione leggibile e gestibile nel tempo. Il progetto lavora su due piani: riattivare il funzionamento idrico senza compromettere i terreni agricoli limitrofi e costruire un dispositivo di fruizione compatibile con i vincoli fondiari. La strategia combina un bacino centrale con alimentazione/deflusso controllati e una piattaforma didattica come punto di osservazione principale.

Scheda

  • Luogo · Bionaz (AO) · Loc. Capoluogo / Strada vicinale di Vivier
  • Oggetto · Ripristino area umida (Marais Vivier) + allestimento sistema di visita e informazione
  • Fase · Progetto definitivo (marzo 2006) · integrazioni esecutive (agosto 2006)
  • Committente · Comune di Bionaz
  • Team · PAeP Design (Arch. Francesca Carpinello - Massimo AVERSA) · progettazione, DL, CSP/CSE 

Contesto

Una zona umida residua tra bonifiche e bosco: ripristinare senza “spostare” l’equilibrio dei suoli

L’area del Marais Vivier è un residuo di zona umida in piana glaciale, storicamente più estesa e poi ridotta dagli interventi di bonifica agricola. Il canale che ne segna il margine verso i prati non alimenta il Marais: tende piuttosto a drenare, riducendo l’impregnazione dei campi. Il progetto assume quindi come vincolo non negoziabile la tutela dei terreni bonificati, evitando infiltrazioni incontrollate e variazioni idriche che ne compromettano l’uso.

Il quadro operativo è reso più complesso da due condizioni: la disponibilità fondiaria limitata (impossibilità di transitare su proprietà private, che rende impraticabile il percorso “ad anello” ipotizzato in fase precedente) e la necessità di progettare con dati parziali, perché rilievi e misure in situ non erano eseguibili nel periodo invernale e nei tempi richiesti.

Programma

Rinaturalizzazione e fruizione: un bacino leggibile e un punto di osservazione informato

Il programma integra interventi idraulico-ambientali e un sistema di visita essenziale. Sul fronte ecologico l’obiettivo è ricreare un ambiente acquatico riconoscibile (“occhio” centrale) e garantirne l’alimentazione e lo smaltimento con portate regolabili e manutenzione semplice. Sul fronte della fruizione l’impianto si concentra su una piattaforma sopraelevata con pannelli didattici, affiancata da segnaletica di accesso e pannelli “segnavia” di lettura rapida.

Le scelte di fruizione derivano direttamente dai vincoli di accesso: in assenza della possibilità di utilizzare un percorso continuo su più fondi, la piattaforma diventa il dispositivo principale per osservare l’area nel suo insieme e restituire contenuti informativi coerenti con il ripristino ambientale.

Strategia spaziale

Acqua controllata, morfologia minima: ingresso–diffusione–raccolta–restituzione

Il sistema idrico utilizza il canale esistente come regolatore delle portate: una presa con chiusa manuale immette acqua in un nuovo canale di adduzione, preceduto da dissabbiatore; dal canale l’acqua entra nel Marais tramite inviti nel terreno e alimenta il bacino centrale. L’uscita dal bacino avviene per inviti analoghi verso un canale di intercettazione che ha anche funzione di barriera rispetto ai campi bonificati; a valle, un secondo dissabbiatore e una chiusa manuale gestiscono la reimmissione nel canale principale.

Il bacino è dimensionato come “vuoto” centrale leggibile, con profondità massima indicativa di circa 1,5 m e pareti con inclinazione contenuta (circa 8°), così da limitare instabilità e mantenere una sezione coerente con un ambiente umido naturale. In assenza di dati completi sulla permeabilità degli strati, il progetto prevede due scenari: bacino non rivestito se il terreno risulta sufficientemente impermeabile, oppure impermeabilizzazione con geomembrana se emergono infiltrazioni o rischi verso i terreni limitrofi.

Spazio aperto

Accesso e visita: una soglia semplice e un affaccio stabile nel tempo

L’accesso avviene dalla strada vicinale di Vivier. Un ponticello scavalca il canale e conduce alla piattaforma a quota area umida; una scala porta al livello superiore dedicato all’osservazione. La collocazione della piattaforma è scelta in relazione alla percorribilità reale e alla necessità di mascherare e manutenere le opere idrauliche: il dissabbiatore in uscita è previsto sotto la pedana a livello suolo, accessibile tramite botola.

In fase di cantiere, l’organizzazione logistica sfrutta l’accesso carrabile dalla vicinale e propone i baraccamenti su area comunale prossima all’innesto con la regionale, riducendo interferenze con i terreni umidi. Le delimitazioni sono calibrate sul reale rischio per terzi (recinzione nel solo tratto direttamente accessibile, nastro bicolore altrove).

Materiali e immagine

Tecnologie “silenziose”: proteggere il funzionamento, ridurre l’impatto visivo

Quando necessaria, l’impermeabilizzazione del bacino è affidata a geomembrana in HDPE rinforzata, protetta inferiormente da geotessile anti-punzonamento e superiormente da un geocomposito con geostuoia intasata (ghiaino/sabbia grossa) per favorire attecchimento della vegetazione e contenere fenomeni erosivi delle sponde. Le opere puntuali (spallette, prese, dissabbiatori) sono pensate per manutenzione semplice e controllo manuale delle portate.

La piattaforma di osservazione costruisce l’immagine pubblica dell’intervento: un elemento sopraelevato, leggibile da lontano, che organizza le informazioni e l’affaccio sul Marais senza trasformare la visita in un’infrastruttura invasiva. Dove presenti, elementi preesistenti come il muretto a secco vengono consolidati e ripuliti per rendere riconoscibile il bordo dell’area.

Accessibilità e durata

Gestione ordinaria e manutenzione: controllare le portate, pulire i dissabbiatori

L’intervento è impostato per essere gestibile nel tempo con operazioni ordinarie: regolazione delle chiuse manuali, rimozione periodica di sabbie e fanghi nei dissabbiatori, controllo degli inviti e dei canali di adduzione/intercettazione. La manutenzione dei pozzetti è integrata nella piattaforma tramite botola, riducendo l’esposizione degli elementi tecnici e facilitando l’accesso agli addetti.

Il sistema di visita, basato su ponticello e scala, richiede una verifica puntuale dei requisiti di accessibilità e sicurezza per tutte le utenze.