Progetto

Les Iles · Studio per fruizione e conservazione della zona umida

Studio paesaggistico e naturalistico per ripristino ambientale e fruizione controllata. La zona umida di Les Iles, lungo la Dora Baltea, è un sistema di laghi di cava che negli anni recenti ha subito un rapido interramento, in particolare nel bacino orientale, a seguito di apporti alluvionali e dell’esondazione del Torrente Saint-Marcel. Lo studio affronta insieme due necessità: ripristinare condizioni morfologiche e idrologiche compatibili con gli habitat di pregio (boschi igrofili, canneti, ambienti sabbiosi) e costruire una fruizione pubblica controllata, accessibile e leggibile, integrata con la rete territoriale (pista ciclabile e progetti dei Comuni limitrofi).

Scheda

  • Luogo · Saint-Marcel (AO), fascia fluviale della Dora Baltea · contesto intercomunale (Saint-Marcel, Brissogne, Quart)
  • Oggetto · Studio paesaggistico e naturalistico per interventi sul sistema dei laghi e per la fruizione pubblica (percorsi, soste, osservazione, informazione)
  • Fase · Studio e linee guida operative
  • Committente · Assessorato Agricoltura Valle d’Aosta
  • Team · PAeP Design · Arch. Francesca Carpinello - Massimo Aversa
  • Anno · 2007

Contesto

Due bacini di cava lungo la Dora, trasformati dai depositi alluvionali

Les Iles è una zona umida di origine estrattiva inserita in una piana alluvionale, con boschi igrofili (ontaneti e saliceti), canneti e porzioni sabbiose generate da esondazioni. La Riserva è anche sito di interesse comunitario (SIC) per la presenza di habitat come la foresta alluvionale e per la funzione di rifugio e nidificazione di numerose specie legate agli ambienti umidi.

La criticità operativa è doppia: da un lato la riduzione della profondità e della superficie d’acqua libera del lago orientale, con espansione del canneto e tendenza all’interramento, dall’altro la necessità di organizzare la fruizione senza aumentare il disturbo, risolvendo al contempo le condizioni di gestione, i rapporti con le proprietà e l’integrazione con i progetti comunali e con la pista ciclabile lungo Dora.

Programma

Ripristino morfologico e rete di visita a basso impatto

Il programma mette al centro la rimozione selettiva dei depositi alluvionali nel bacino orientale, valutando tecniche di scavo e gestione dei materiali, inclusa la decantazione delle acque e la caratterizzazione dei sedimenti, e definendo profili di sponda e fondale capaci di mantenere un mosaico di habitat: acque più profonde, bassi fondali, margini irregolari, eventuali isolotti e aree rifugio.

In parallelo, la fruizione viene strutturata come sistema: percorso accessibile, aree di sosta attrezzate, punti con servizi igienici in funzione delle distanze massime di percorrenza, capanno di osservazione e visita con apparati informativi e mini segnavia lungo il tracciato. A scala territoriale, lo studio include indicazioni per connettere la Riserva alle iniziative dei Comuni limitrofi, rendendo percepibile una rete di luoghi e non una somma di interventi isolati.

Strategia spaziale

Una sequenza di nodi: accesso–percorso–osservazione

La fruizione è organizzata come sequenza continua, dove l’orientamento è affidato a pochi elementi chiari: accessi e punti informativi, tracciato principale, soste, osservatori. Il percorso esistente, di larghezza superiore ai 2 m, diventa una sezione doppia: una fascia più regolare e praticabile per sedie a ruota e ipovedenti, e una fascia in terra battuta per mantenere compatibilità con usi leggeri già presenti.

I nodi di sosta, i servizi, il capanno e l’eventuale centro visitatori sono pensati come dispositivi di gestione del disturbo: concentrare le fermate in punti predisposti, evitare attraversamenti casuali in aree sensibili, offrire lettura didattica per tappe e ridurre così la pressione diffusa lungo le sponde e nei canneti.

Spazio aperto

Intervenire per differenze: profondità, sponde, vegetazione, tempi

Prima degli interventi sono previsti rilievi e censimenti mirati (ittiofauna, avifauna nidificante, svernante e di passo, erpetofauna, flora e habitat) e carotaggi dei sedimenti, per calibrare tecniche, fasi e aree di lavoro. L’abbassamento del livello batimetrico del lago orientale viene impostato come ripristino funzionale: profondità più elevate nella parte centrale e margini con pendenze e irregolarità utili a diversificare gli habitat; dove possibile, ricostruzione o creazione di isolotti e protezioni naturali per anfibi e uccelli.

Le lavorazioni sono condizionate dal calendario ecologico: in via prudenziale il periodo meno adatto è tra marzo e inizio agosto, mentre la finestra meno lesiva è tra fine agosto e inizio novembre, compatibilmente con condizioni meteo e idrauliche. La gestione dei materiali rimossi deve evitare accumuli indiscriminati nella Riserva: utilizzo solo per opere strettamente necessarie e allontanamento del surplus secondo esiti delle analisi.

Accessibilità e durata

Accessibilità continua, manutenzione programmabile

L’accessibilità non è trattata come aggiunta, ma come criterio di sezione e di distanza: fondo stabile e leggibile sul lato dedicato, continuità del tracciato, soste regolari e punti di riposo, servizi igienici dimensionati in funzione delle estensioni massime dei percorsi aperti al pubblico. Le informazioni sono concentrate in un capanno o centro e distribuite lungo il percorso con segnavia essenziali per ridurre la necessità di pannellistica invasiva.

La durata del sistema dipende da una manutenzione semplice: controllo del ricolonizzarsi del canneto dove interferisce con la superficie d’acqua libera, verifica periodica di sedimentazioni e sponde, pulizia e ripristino di fondi e drenaggi del percorso, gestione della vegetazione con attenzione agli habitat prioritari e alle specie di interesse conservazionistico.

Dati principali

Numeri di riferimento (studio)

  • Bacini · lago orientale (grande) e lago occidentale (piccolo)
  • Lago orientale · superficie totale ~41.891 m² · canneto ~18.083 m² · acqua libera ~23.808 m²
  • Lago occidentale · superficie totale ~32.990 m² · volume stimato ~61.500 m³
  • Scenario di asportazione sedimenti · area d’intervento ~23.000 m² · volume ~11.500 m³
  • Percorso esistente · larghezza > 2 m · proposta a doppia fascia (accessibile + terra battuta)
  • Finestra temporale prudenziale per lavori più impattanti · preferibile fine agosto–inizio novembre